C’è dolore. C’è rammarico. C’è rabbia. La sconfitta di Jannik Sinner con Juan Manuel Cerundolo al secondo turno del Roland Garros fa malissimo. Oltre al contraccolpo emotivo il dato evidente è questo: Sinner resta a secco di Slam in questo 2026. Il career grand slam è rimandato al prossimo anno. E quel numero 4 nel palmares dell’altoatesino dovrà attendere i prati verdi di Wimbledon per provare ad avanzare a 5.
Il Roland Garros continua a essere maledetto per Sinner. 5 a 1 nel terzo set, quando tutto sembrava tirare dritto verso la solita storia: un dominio assoluto sul giocatore avversario. Poi qualcosa cambia, Sinner si accascia, perde lucidità fisica, «devo vomitare», spiega al giudice arbitro, la partita finisce lì. Non è la prima volta che al numero uno al mondo capitano “black out” di questo tipo. Già in Australia quest’anno si era trovato in una situazione simile, pur riuscendo a spuntarla contro il giocatore Spizzirri. Così come altre volte in cui Sinner, pur nel pantano, riusciva a uscirne con successo. Stavolta non è successo.
«Sono situazioni diverse – ha dichiarato Sinner – là mi giocavo un trofeo e ci ero andato vicinissimo, qui ho perso per una cosa che nel tennis può accadere». Si tratta solamente di una brutta giornata, arrivata nel momento sbagliato, e che era cominciata già con il piede sbagliato, come ha raccontato lo stesso giocatore: «Stamattina mi sono svegliato che non stavo bene. Ho iniziato a sentirmi molto stordito, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza».
Insomma, una brutta giornata che ha cambiato tutto, in un torneo che sembrava già scritto e con un destino a senso unico, che però evidentemente era un altro e non quello che tutti ci aspettavamo. Ora però nello Slam sul rosso si apre una voragine che condurrà a un nome nuovo rispetto ai due che hanno dominato fin ora. E chissà se qualcuno sta già pensando al venticinquesimo slam in bacheca?
Giulio Fortunato