Quando il viaggio ha più di una meta
A Uomo in Camicia Marco Morello, giornalista di Panorama, racconta di località straniere e italiane che posso dare il senso che va al di là della semplice vacanza
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La roulette delle primarie Pierpaolo Burattini
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Sulla sicurezza Forza Italia stoppa Vannacci Pierpaolo Burattini
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Infantino thriller Mondiale Pierpaolo Burattini
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Cosa aspettarci dal prossimo Slam sul verde, dopo le follie dell’edizione 2026 del Roland Garros? Certamente un quasi scontato e probabile ritorno all’ordinario. Ci avviciniamo a Wimbledon con la convinzione che quanto accaduto allo slam parigino sia stato qualcosa di incredibile e unico.
Sarà molto difficile trovarsi di fronte a un altro slam senza Sinner e senza Alcaraz, che vede un quarto di finale composto dal numero 104 e 105 del mondo, che vede la maggior parte delle partite al quinto set, che vede trionfare il giocatore che più di tutti aveva la responsabilità di vincere eppure l’estrema facilità di perdere. Insomma, un’edizione così resterà negli annali del tennis e chissà quando potremmo rivederla.
Chi scrive era abbastanza preoccupato all’idea di vedere uno slam senza quei due a fare la festa a tutti gli altri, e invece la loro assenza è stata la cosa migliore che poteva accadere. Non succedeva da un po’ di guardare un torneo con la voglia asfissiante di sapere come addasse a finire. Con la curiosità di vedere la partita successiva. Con la speranza che ogni match si allungasse il più possibile. Con la sorpresa di vedere giocatori oramai tennisticamente morti risorgere più radiosi che mai.
Tanti volti nuovi con altrettante nuove storie da raccontare. Tanti vecchi volti, con nuove energie ancora pronti a lottare. Col segno di poi viene da pensare: ma meglio un torneo a unica mandata, con un unico vincitore già scritto o un torneo senza top player, con gli avanzi, ma con un finale completamente imprevedibile?
Il ‘sinnerismo’ di qualche settimana fa avrebbe portato molti (chi scrive compreso) a sposare la prima opzione. Ora dopo le follie di quelle due settimane non ne sono così sicuro. Auspichiamo allora che questo Wimbledon sia una via di mezzo, con il ritorno del campione indiscusso che difenderà ogni singolo ciuffetto d’erba pur di vincere il suo quinto slam, ma con altrettanti colpi di scena in grado di riaccendere questo sport, che fino a due settimane fa sembrava ora mai noiosamente a senso unico. Buon Wimbledon a tutti.
Giulio Fortunato
Scritto da: Pierpaolo Burattini
A Uomo in Camicia Marco Morello, giornalista di Panorama, racconta di località straniere e italiane che posso dare il senso che va al di là della semplice vacanza
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