Paranza

TUREELSTI

today11 Giugno, 2026 5

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Le persone, quando partono per le vacanze, smettono di essere persone e diventano turisti, e quando diventano turisti non sono le stesse persone di prima, sono un po’ peggio.

Prima della partenza sono persone normali, con un lavoro normale, dei figli, degli amici, un’educazione, un rispetto standard di alcune minime norme di convivenza civile, poi attraversano una soglia fisica e metaforica rappresentata dalle porte scorrevoli di un aeroporto e lì avviene qualcosa di misterioso spiegabile spesso solo attraverso le più avanzate ipotesi della meccanica quantistica.

Superato quel confine, infatti, essi diventano improvvisamente rumorosi, ridanciani, eccitati e sopra le righe come studenti di terza elementare in gita: li vedi attraversare i controlli urlando battutacce all’amico distante metri, lanciare commenti osceni alla moglie rigorosamente in tuta di ciniglia e new balance perché in viaggio si deve stare comodi, occupare tutto lo spazio vitale disponibile mentre si riallacciano cinture e redistribuiscono zaini e trolley.

Io, che mi trovo spesso da solo in aeroporto per ragioni tutt’altro che vacanziere li osservo col disprezzo aristocratico di un personaggio di Thomas Mann e la spocchia di un Enzo Miccio leggermente più eterosessuale, mentre mi passano davanti gruppi di addio al nubilato, famiglie che hanno già litigato prima di parcheggiare l’auto, coppie di giovani al primo viaggio che faranno finta di essere adulti in un tre stelle a Oristano.

Per molti di loro l’aspettativa si scontrerà con la realtà e scopriranno che quel bellissimo laghetto nascosto fra i monti della Sila che nei reel di Instagram sembrava partorito dalla fantasia di Tolkien è in realtà a agosto praticamente irraggiungibile senza attraversare due chilometri di sterrato sotto un sole sahariano ed è totalmente occupato da altri cinque-seicento follower dello stesso influencer, che nel frattempo le vacanze le fa a Donoratico una settimana tutto compreso con menù fisso. Io, che sono terrorizzato all’idea di passare anche solo un minuto in una spiaggia libera, coperto di sabbia e sale, vittima di insolazione, senza una doccia nel raggio di chilometri e costretto ad una marcia stile Anàbasi per raggiungere un qualsiasi mezzo di locomozione, nel dubbio ho prenotato uno slot nel parcheggio davanti alle partenze a Fiumicino e tutto luglio sto lì, mi nutro alle macchinette, tengo l’aria condizionata a palla e guardo sorridendo quelli che partono. Buone vacanze.

Giacomo Nencioni 

Scritto da: Regia Glox


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