Paranza

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today10 Novembre, 2025 41

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Ultimamente si è molto parlato, anche grazie ad un documentario Netflix, della bizzarra impresa del milionario Bryan Johnson che sta spendendo cifre da capogiro per invertire il processo di invecchiamento del suo corpo.

Nella speranza di ringiovanire e, in ultima analisi, di conquistare l’immortalità, Johnson si sottopone a trasfusioni di plasma, routine di sonno programmate, stimolazione del cuoio capelluto, assume centinaia di pillole e ha un’equipe di trenta medici che lo seguono quotidianamente. E noi lì a sorridere delle stranezze di questo riccone, sorretti dal nostro buon senso che ci fa dire, razionalmente, che in fondo la vita senza una fine sarebbe un incubo privo di senso fatto di follia e solitudine. Tutto vero, eppure, in fondo lo sappiamo tutti che se ci venisse data l’opportunità di vivere per sempre un pensierino, anche solo per curiosità, ce lo faremmo, o almeno io sì.

Per questo ho messo in fila le ragioni per le quali secondo me, in fin dei conti, sarebbe bello vivere almeno un paio di secoli in più: scoprire chi era il Mostro di Firenze; vedere fino a quando Forza Italia terrà Berlusconi nel simbolo; viaggiare nello spazio a prezzi abbordabili per realizzare che alla fine era meglio Castiglione della Pescaia; riuscire a vedere finalmente un modello Fiat decente; scoprire se esistono gli alieni e se seguono anche loro Temptation Island; scoprire se esiste Dio e se ci ha perdonato il pecorino sulle cozze (direi di no); guardare i lavori come tutti i vecchi ma essere così vecchio da vedere la fine di quelli sulla E45; assistere alla duecentocinquantesima edizione del festival di Sanremo e sentirla ancora chiamare ‘kermesse’; vedere i porno anche nella sala d’attesa del medico grazie a degli innesti neuronali; essere testimone della fine del mercato delle sigarette elettroniche e della messa fuorilegge di chi le utilizza facendo anche da delatore; aiutare gli archeologi a stabilire se Non è la Rai sia esistito veramente o no. Avere il tempo di dire ciao a tutti quelli che contano e rimanere, alla fine, così solo e probabilmente così rincoglionito da non rappresentare un grande problema quando finalmente morirò e sarò, come da mia specifica indicazione nel testamento, trasformato in un set di saponette Tesori d’Oriente che, sono certo, andranno tantissimo per Natale anche fra centinaia di anni.

Giacomo Nencioni 

Scritto da: Radio Glox


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