Burattini Senza Fili

Il Medio Oriente degli estremisti

today27 Maggio, 2026 2

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Da sempre e, in particolar modo, dal 7 ottobre 2023 – quando i miliziani di Hamas sono entrati in territorio israeliano, massacrando a freddo 1200 civili e militari israeliani e rapendo 250 persone, di cui trenta bambini e molti giovani – la difesa delle ragioni di Israele è diventata, con il passare del tempo e il dispiegamento dell’operazione militare nella Striscia di Gaza, sempre più difficile, a volte quasi impossibile, con una più che giusta indignazione internazionale per la morte di migliaia di civili e la distruzione sistematica di un intero territorio.

E così, la commozione e partecipazione emotiva, avuta in un primo momento con Israele da tanti di noi, si è trasformata prima in accusa e poi in distanza sempre più forte e accentuata. A nulla sono valse le spiegazioni su un conflitto asimmetrico, che vede da una parte un esercito e dall’altra dei terroristi che, per loro stessa ammissione, hanno fatto del martirio dei civili di Gaza e della loro trasformazione in scudi umani uno dei tratti distintivi del loro agire. Tutto questo è sfumato e uscito di scena in un dibattito pubblico che, molto spesso, ha dimenticato di ricordare la tragica verità che il conflitto in Medio Oriente, da oltre quarant’anni, ci ha squadernato davanti: le ragioni di uno o dell’altro si mescolano sempre con i torti e la divisione netta in buoni e cattivi è la cosa più sbagliata che si possa fare percapire ciò che accade in quella terra, benedetta e maledetta.

Una terra che sembra essere sempre troppo stretta per contenere due popoli che vivono uno accanto all’altro in pace e sicurezza. Il sogno di due Stati e due popoli, coltivato da molti, sembra essersi inabissato per sempre e la logica di una guerra ad alta o bassa intensità pare essere il destino ineluttabile per palestinesi e israeliani. Il tutto di fronte a un dibattito sempre più polarizzato, in cui ci si schiera ancor prima di capire e in cui sembra essere vietato avere le proprie ragioni senza dimenticare quelle dell’interlocutore. Una partigianeria furente, che travolge tutto e riduce anche il numero delle vittime sul campo come espediente per assegnare ragioni o torti. E così oggi servirebbe la forza di dire ad alta voce che il popolo palestinese non avrà mai una terra dove vivere in pace se non avrà il coraggio di riconoscere senza ambiguità il diritto ad esistere di Israele e di mettere a tacere le armi e affidare le sue ragioni a una classe dirigente che non può avere il volto incappucciato o la fede nel martirio e nella cancellazione di Israele che hanno i terroristi di matrice islamica di Hamas.

E dall’altra parte servirebbe il coraggio di dire ad alta voce che Israele non potrà mai pensare di vivere in pace e sicurezza se le sue ragioni vengono affidate o rappresentate dalla violenza ottusa dei coloni a Gaza o dal ministro della destra razzista Itamar Ben- Gvir, che delirano di un Grande Israele senza confini, dimenticando la lezione di Yitzhak Rabin, e umiliano coloro che portano avanti una protesta, che si può anche non condividere, ma mai chiudere all’interno dell’azzeramento del diritto.

E servirebbe anche il coraggio di dire che l’estremismo, da una parte e dell’altra, è il vero grande ostacolo alla pace in Medio Oriente. Un coraggio che servirebbe, ma che oggi pare essere scomparso.

Pierpaolo Burattini

Scritto da: Regia Glox


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