Caffè Europa

Certezza in tempi incerti

today16 Febbraio, 2026 32 8

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In virtù dei trattati, il commercio è una delle competenze esclusive della Commissione Europea, e questo permette alle istituzioni europee di concludere negoziati commerciali per l’intero blocco. Questa prerogativa oggi diventa cruciale non soltanto per portare avanti il libero scambio, cifra distintiva dell’agenda economica e culturale dell’Unione Europea, ma anche in chiave geopolitica: di fronte alle sfide globali, l’Europa accelera trattati lungamente preparati, offre e chiede accesso a mercati cruciali, usa il commercio come strumento diplomatico.

La madre di tutti i trattati commerciali”, ovvero l’accordo di libero scambio fra India e Unione Europea, è stato firmato lo scorso gennaio dopo anni di trattative. I dazi sono azzerati o ridotti da entrambe le parti su una lunga serie di beni e prodotti, e si profilano benefici reciproci (l’Europa conta su nuovi e importanti volumi di esportazioni, cruciali specie per settori come quello automobilistico). Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay: non è il ritornello del cantante portoricano Bad Bunny al Super Bowl (con cui ci ha ricordato che l’America è plurale, dal Canada giù fino al Cile), ma la lista di paesi MERCOSUR parte dell’altro noto accordo commerciale firmato dalla Commissione Europea lo scorso dicembre. Come per l’India, nelle attese il trattato dovrebbe aprire possibilità per imprese e consumatori europei, dall’ampliamento della scelta alla riduzione del prezzo. Sud America e India seguono ad altri accordi commerciali conclusi recentemente dall’UE, come quelli con l’Indonesia e il Messico, e almeno nelle aspettative ne precedono altri in procinto di essere intavolati.

Nelle trattative l’Unione Europea si avvale dell’esperienza decennale delle sue istituzioni, nate appunto sotto l’auspicio del libero commercio, e fra un comma di un articolo e l’altro promuove i suoi valori: per le importazioni da paesi terzi, giova ripeterlo, vige l’imposizione degli stringenti standard europei a salvaguardia del consumatore, e i trattati sono vincolati dal rispetto di diritti minimi dei lavoratori e protezione ambientale.

Non mancano, ovviamente, criticità, anche per l’ovvia pluralità di punti di vista europei: l’entrata in vigore del MERCOSUR è in ritardo in attesa di una revisione della Corte di giustizia dell’UE, a seguito di un voto del parlamento senz’altro influenzato dalle proteste ricorrenti degli agricoltori di alcuni paesi europei (benché l’agricoltura sia tradizionalmente uno dei settori più sovvenzionati ed influenti sulle politiche dell’Unione). Probabilmente anche per questo alcuni settori ritenuti critici (agricoli ed alimentari, ad esempio) sono rimasti fuori dall’accordo con l’India, che ha anche rifiutato alcuni protocolli ambientali.

Gli scambi commerciali sono un modo certo per promuovere contatti pacifici fra paesi: il commercio porta con sé non soltanto interessi economici inestricabili, ma comprensione reciproca e cultura condivisa. In un momento storico in cui le barriere commerciali sono usate come un’arma e i dazi vengono minacciati a giorni alterni, il libero scambio è per l’Europa una scelta strategica per diversificare le proprie opzioni e non essere “vaso di coccio fra vasi di ferro”; un tentativo di geografia pragmatica basata su valori e trattati per chi crede che la legge del più forte non sia né legittima né vantaggiosa. “L’accordo fra India e Europa”, ha detto la presidente della Commissione von der Leyen, “è una scelta di certezza e prevedibilità in un mondo incerto”: circondati da potenti senili e egocentrici dal tweet facile, senza scrupoli a minacciare e invadere, l’affidabilità è un programma concreto e un bene prezioso per l’Europa.

Francesca Varasano 

Scritto da: Regia Glox


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