Nuova grammatica politica
Un amico di Primo Levi, racconta l’autore, era antifascista non tanto o non solo per convinzione politica ma, diciamo così, per ragioni lessicali: come da tradizione autoritaria, il fascismo si presentava infatti come un coacervo di slogan banali e violenti se non falsi e stupidi (“e la stupidità - scrive Levi - danneggia il consorzio umano”). Tanto la tradizione politica progressista che quella conservatrice sono tradizioni politiche di per sé […]